Adriano

Catania – La musica e l’arte ce le ha nel sangue da sempre. Fin da piccolo i genitori lo hanno invogliato ad avvicinarsi al mondo artistico e lui ha colto l’invito cominciando a disegnare. Poi, complice anche il papà musicista, ha scoperto la musica. E alle superiori ha deciso che non l’avrebbe più mollata, facendo di tutto per trasformarla in un lavoro. Oggi, a 26 anni, cominciano ad arrivare i primi risultati per il cantautore catanese Adriano Di Mauro, che il 26 marzo pubblica con “L’Eretico” il primo Ep, “Galleggiare”. Il video di Vieniconme ha superato le 40.000 views in pochi giorni dopo la pubblicazione lo scorso luglio e lo stesso successo hanno avuto anche Movimento e Cosa ci facciamo qui, che hanno anticipato l’uscita di Galleggiare e che hanno fatto aggiudicare al cantautore e illustratore catanese il primo posto al contest “Opp! Stage”, all’interno dell’Opp! Festival organizzato dal Farm Cultural Park di Favara e dagli studi Indigo di Palermo, e il primo posto alla Maratona Musicale del Mish Mash, che lo ha inserito nella lineup dell’edizione 2020 del festival.

«”Vieniconme” è stato il primo brano che ho scritto – racconta Adriano – nasce durante un viaggio in camper fatto tra Francia e Spagna, quando guardando fuori dal finestrino gli scenari e il paesaggio mi sono venuti in testa il brano e la melodia. Cosa ci facciamo qui, invece, è nata per scherzo, l’ho cantata a un mio amico e poi ci ho lavorato per farla diventare un brano vero e proprio. “Movimento” ha un aspetto più riflessivo ed è quasi un invito a fermarci a riflettere su cosa stiamo facendo, perché lo stiamo facendo, dove stiamo andando. Ma è “Galleggiare”, probabilmente, quella più introspettiva. La metafora per me richiama quella sensazione simile al volare, quando sei a mare e ti senti leggero, senza peso, spensierato». Ogni brano ha la sua storia quindi, ma tutti e quattro sono legati tra loro perché vivono nel suo immaginario e rispecchiano il suo animo. Romantico da una parte, perché parlano anche d’amore, di sognatore dall’altra, perché Adriano invita ad avere un approccio leggero nell’affrontare le cose, soprattutto in questo momento storico.

Quattro brani che narrano di amori di coppia, di desiderio quotidiano, di sogni giovanili e che mescolano la canzone d’autore italiana, Battisti, la psichedelia, il lo-fi pop francese. Perché è molto vario il background musicale di Adriano. «I miei primi ascolti sono stati più stranieri che italiani. Mio padre ascoltava molto Beatles e musica inglese e mia madre mi ha sempre fatto ascoltare Carole King e altri cantanti internazionali. Quando compongo la mia musica, quindi, prendo sonorità inglesi, francesi e straniere in generale e cerco di mescolarle con l’italiano. Soprattutto da quando ho iniziato ad ascoltare Battisti, Battiato, Mina, da cui prendo spunto specialmente nel modo di cantare». Un aspetto che è arrivato in secondo momento, quello legato alle parole. Il progetto di Adriano, infatti, nasce nel 2017 come progetto di musica prevalentemente strumentale. Nel 2018, poi, la sua ricerca compositiva si evolve con l’inserimento dei testi e del cantato all’interno dei suoi brani. «Prima di cominciare a cantare ho avuto una sorta di zona di passaggio in cui mi sono dedicato solo alla musica strumentale. Quando ci ho messo le parole è stato un po’ come spogliarsi, perché cantare in italiano significava che tutti potevano capirmi ed è stato molto importante. L’ho fatto quasi forzatamente, proprio per superare questo blocco e mettermi a nudo».

Cantautore e illustratore, abbiamo detto. Come vanno d’accordo le due anime di Adriano? «Da un lato bene perché sono riuscito ad unirle finalmente, soprattutto in questo Ep in cui le illustrazioni delle copertine e i video li ho realizzati io, ed è stato bello poter coniugare queste due forme d’arte. A volte, però, una cerca di dominare sull’altra e cerco di convivere con entrambi questi stimoli». E mentre si aspetta l’uscita ufficiale dell’Ep si cerca di riprogrammare le date del tour, momentaneamente sospeso a causa dell’emergenza legata al Covid 19. Adriano, però, non si perde d’animo ed è attivissimo sui social con dirette e Instagram stories in cui canta e presenta i suoi brani e le sue illustrazioni. «Paradossalmente questa quarantena, che non è per niente piacevole, mi sta dando l’opportunità di sperimentare un po’ i social che non ho mai usato tanto e che sto trovando molto utili. Anche se, naturalmente, non vedo l’ora di tornare sul palco a suonare insieme alla mia band composta da Giulio Fodale (synth), Alessandro Moncada (synth e voce) e Serena Miceli (basso). È senza dubbio quella la dimensione che preferisco, dove mi sento più a mio agio e che mi piace di più».